Scomparsi Gigi Simoni e Claudio Ferretti

Una amara festa quella del triplete neroazzurro. Nei giorni del trionfo vengono a mancare due enormi pilastri dello sport e del calcio.

Gigi Simoni, allenatore Inter degli anni di Ronaldo, fu il primo a ricevere un riconoscimento ACN nel lontano 2006 unitamente a Gianfelice Facchetti ed Enzo Creti, straordinario giornalista di RAI 3.

Cosa dire di Gigi Simoni” – commenta il Presidente ACN Stefano Vergani – “ci siamo soffermati un solo momento, quasi un raccoglimento ed è bastato guardarci negli occhi per trasferirci le reciproche storie di fatiche e di onori. Gigi è stato fiero di questo riconoscimento… non dico una parziale compensazione dello scudetto di quell’anno, ma un sincero riconoscimento della sua professionalità arrivata così in alto nel guidare una prestigiosa squadra come l’Inter con tutti i problemi e le difficoltà di gestire una squadra pazza da sempre”.

Ci ha lasciato oggi, 22 maggio, nella data più interista di tutte.

Anche Gianni Sandrè, opinionista seguitissimo di TeleLombardia ed allenatore a sua volta, ricorda Gigi come una grande persona: “Gigi è stato un grande perché oltre alle capacità e alle esperienze da tecnico ha sempre messo una umanità straordinaria…quella che differenzia i Mister unici, da quelli di passaggio. Da Mister qualche volta ho condiviso non totalmente certe scelte – ma lui conosceva la squadra tutta la settimana per poter decidere – ma era un uomo di totale fiducia e lealtà intellettuale verso la società, mai un’idea diversa dal suo obiettivo e dal suo mandato a differenza di altri allenatori che hanno pensato più ad altro, che a costruire un rapporto profondo con i singoli giocatori per farne diventare una squadra “.

 

Il nostro pensiero oggi va anche a Claudio Ferretti, un inimitabile cronista del calcio, uno sport che ha amato con un senso di rispetto inaudito; a volte pareva connotato da un certo distacco quasi a dieci metri dal trono, ma lo inebriava come pochi.

Pochi i giornalisti nella storia della TV e della Radio hanno saputo mantenere le “distanze” come Claudio che aveva anche quel timbro di voce e cadenza della persona che è al di sopra delle maglie. E poi la sua interscambiabilità con altri sport, come il ciclismo.

Lo ricordo da ragazzo, all’oratorio, e poi, fatto il salto nel calcio di fascia alta, nei pomeriggi dopo le partite delle squadre dove giocavo”  continua Vergani “ e Claudio, Ciotti e Ameri erano come degli zii, amici e parenti…non solo tele/radio cronisti “…uno stile che si è perso se non i rari casi. Spero che i giovani talenti tornino sui vecchi reperti e facciano propri i segreti del convivere nel rispetto delle parti. Claudo Valeri docet.

 

Buon viaggio!